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    Il terremoto dell’aquila ed il vissuto del trauma

    “Ogni affetto ha tendenza a divenire un complesso autonomo, a staccarsi dalla gerarchia della coscienza e possibilmente a trascinare l’Io con sé. Non c’è da meravigliarsi se un primitivo vi vede l’attività di un essere straniero e invisibile, di uno spirito. Lo spirito in questo caso è l’immagine dell’affetto indipendente, e perciò gli antichi opportunamente chiamavano gli spiriti imagines, immagini” (Jung)   “L’esplosione di un affetto è in un certo modo un attacco su tutta la linea della personalità: l’individuo ne è sopraffatto come da un nemico o da un animale feroce“(Jung) Era il 2009, a L’Aquila, che da qualche mese affrontava le conseguenze del terremoto della notte del 6…